Le previsioni di Nonsolococktails
28/11/2024
I 6 trend mixology da non perdere nel 2025
Sostenibilità, nuovi concept e un ritorno alle origini: Mattia Pastori, mixologist di riferimento e autore de Il Figlio del Bar, anticipa le direzioni che la miscelazione prenderà nel prossimo anno
Il 2025 porta novità nella mixology, bilanciando originalità e classici intramontabili. Le tendenze emergenti uniscono tradizione e modernità, delineando un panorama in evoluzione. Mattia Pastori, mixologist internazionale e fondatore di Nonsolococktails, condivide la sua visione sui trend del settore.
“In un momento in cui la mixology è evoluzione ed è importante prendere consapevolezza di questa arte per tracciarne nuove direzioni, ho pensato fosse importante esplorare il passato, il presente e il futuro del beverage, offrendo gli strumenti per comprendere le trasformazioni in corso,” afferma Mattia Pastori, autore del libro Il Figlio del Bar, pubblicato da Tecniche Nuove.
Nel libro, Pastori intreccia aneddoti e riflessioni sul bartending, seleziona 40 ricette, dai classici ai signature, e anticipa tecniche e innovazioni che definiranno la mixology del futuro.
“Nel mondo della mixology, ogni drink è un’opportunità per raccontare una storia, un’esperienza che va oltre il semplice gusto. La chiave per fondere l’arte della tradizione con l’innovazione, è ascoltare i cambiamenti sociali e culturali che ci circondano. Il mio lavoro, come il mio libro, nasce da questo desiderio: quello di portare un contributo duraturo alla cultura del cocktail, creando esperienze che siano sempre uniche e memorabili.” – Mattia Pastori
Le 6 tendenze della mixology che definiranno il nuovo anno

Ingredienti locali e recupero urbano: la mixology che celebra il territorio
Nel 2025, la mixology si evolverà con un focus su ingredienti freschi, stagionali e locali, privilegiando la sostenibilità ambientale e il recupero delle risorse del territorio. I bartender riscopriranno erbe selvatiche, varietà autoctone e prodotti tipici, creando esperienze che celebrano la biodiversità e il patrimonio culturale locale. Al contempo, ci sarà una crescente attenzione al recupero di spazi urbani e locali storici, trasformati in nuovi luoghi di incontro e comunità, dove il cocktail diventa un mezzo per rivitalizzare la zona e connettere le persone al territorio, rendendo ogni drink non solo un piacere, ma anche un atto di responsabilità e appartenenza.

Savoury: cocktail audaci dai sapori salati
I cocktail stanno abbracciando profili di gusto più sapidi, andando oltre le tradizionali note dolci e acide. L’uso crescente di ingredienti come brodi, parmigiano e salse salate (soia, miso) e distillati salati, come gin arricchiti con acqua di mare o erbe come la salicornia, sta dando vita a drink che sfidano le aspettative. Un cocktail complesso e intrigante, esempio di questa tendenza, è il Franco’s Fizz, uno dei signature drink di Mattia Pastori, creato per celebrare il Mediterraneo. La sua composizione unisce note agrumate di cedro e bergamotto con la cremosità avvolgente del latte di mandorla, il tutto accompagnato da un delicato tocco di acidità, dato dal limone delle terre amalfitane. A impreziosire il cocktail, una crusta di pistacchio che aggiunge una texture croccante al primo sorso.

Multiconcept Bar: vivere più esperienze in un solo locale
Per un aperitivo diverso dal solito, Mattia I bar stanno evolvendo in spazi multifunzionali, dove diverse esperienze si intrecciano per soddisfare le esigenze di una clientela variegata. Proprio come le discoteche di una volta, che offrivano sale con generi musicali differenti, oggi questi locali sono veri e propri hub di socialità, formazione e innovazione.
Alcuni tra i bar presenti nella 50 Best Bars sono esempi emblematici di questa trasformazione: Handshake Speakeasy, con la sua scuola-community per bartender, e Bar Leone, che integra cocktail, caffè e piatti gourmet per un’offerta continuativa, mostrano questa evoluzione.
Sips combina un bar principale con un laboratorio nel retro-bottega, mentre Drink Kong a Roma propone atmosfere diversificate tra una Private Drinking Room e l’esperienza craft offerta dal locale accanto: Night Kong.
I bar del futuro sanno reinventarsi, creando esperienze che uniscono intrattenimento, formazione e personalizzazione.

Mexico: la cultura messicana nella mixology
Il Messico sta conquistando la scena globale non solo con i suoi distillati iconici come tequila e mezcal, ma anche attraverso i cocktail tradizionali, tra cui Paloma e Margarita, che stanno vivendo una vera e propria esplosione di popolarità. La consacrazione di un bar messicano come il migliore al mondo sottolinea l’influenza crescente di questo paese, che porta con sé non solo i suoi distillati, ma un’intera esperienza immersiva e coinvolgente tra presentazione dei drink e atmosfera nei locali. Un perfetto esempio è il Breakfast Margarita, signature firmato Mattia Pastori incluso nel suo libro Il Figlio del Bar, un drink sensoriale dove le note dolci della mandorla abbracciano quelle della marmellata, bilanciando l’iniziale croccantezza amara del crusta di caffè e mandorle.

L’ascesa del 50/50: semplicità e bilanciamento perfetto
I 50/50, nati come semplici shot a New York per opera del bartender Damon Boelte, diventano una vera e propria categoria simbolo di semplicità ed equilibrio. L’unione in parti uguali di un amaro e un distillato o liquore ad alta gradazione alcolica, offrirà nuove possibilità di sperimentazione sia per i professionisti che per gli appassionati.
Una tendenza all’insegna della purezza e della perfezione del bilanciamento che include combinazioni come il Ferrari (Fernet Branca e Campari), il Mezcaletti (Mezcal e Amaro Meletti), il Maserati (Amaro Ramazzotti e Mezcal) e il M&M (Mezcal e Montenegro).

Il ritorno dei grandi classici: un viaggio nel passato
I grandi classici tornano in auge, riportando l’attenzione su drink che hanno fatto la storia della mixology. Dai Daiquiri ai Long island, rivisitati in chiave moderna e personalizzata, le drink list vedranno un ritorno alle origini, un revival sostenuto dall’influenza di classifiche internazionali e autorevoli, come quelle di Drinks International, Spirits Business e Diffords Guide, che hanno contribuito a mantenere vivi questi classici senza tempo.
Con queste tendenze, Mattia Pastori continua a tracciare la strada verso il futuro della mixology, unendo innovazione e rispetto per la tradizione.